Lavoro

Funzione e ruolo della CGIL

CGIL è la sigla che indica la Confederazione Italiana Generale del Lavoro, la più antica organizzazione sindacale del nostro Paese, fondata ufficialmente nel 1944.

Gli scopi principali della CGIL sono, oltre alla tutela degli interessi economici e morali di tutti i lavoratori, il miglioramento delle condizioni professionali e culturali della classe lavoratrice ed il raggiungimento della parità giuridica ed economica di uomini e donne nel campo del lavoro.

Fra i suoi iscritti vanta oltre cinque milioni fra pensionati, giovani e lavoratori e può essere considerata, dunque, la sigla sindacale italiana più rappresentativa.

La CGIL ha condotto importanti battaglie accanto ai lavoratori attraversando periodi cruciali per il nostro paese, come gli anni di piombo e le battaglie per i diritti civili degli anni 70.

Dal 2010, Susanna Camusso è alla guida della CGIL, prima donna a ricoprire questo ruolo. Le radici di questo sindacato, però, sono molto più antiche.

Breve storia della nascita del sindacato in Italia

 

Già verso la metà del 1800 alcuni operai avevano fondato la Società Operaia di Mutuo Soccorso alla quale viene attribuita una importante vittoria: la stipula del primo contratto collettivo di lavoro in Italia per i tipografi.

Da questa data inizia una fervente attività volta alla tutela dei diritti di ogni tipo di lavoratore e nel 1891 a Milano e Torino vengono fondate le due Camere del Lavoro, il cui compito era quello di coordinare le attività delle categorie e che negli anni si diffonderanno in tutta Italia.

In un periodo molto delicato per la nostra nazione, proprio nel momento di maggior tumulto per via delle lotte contro la fame, soprattutto nel sud, si tiene il primo Congresso delle Camere del Lavoro (1893).

La Confederazione Generale del Lavoro viene fondata nel 1906 ed ha la possibilità di riunire intorno a sé tutte le forze operaie del momento, forte anche delle battaglie vittoriose per i diritti dei lavoratori affrontate fino ad allora.

Naturalmente lo scoppio della Prima Guerra Mondiale modifica vari aspetti della vita economica italiana soprattutto perché vengono vietati gli scioperi e le manifestazioni anche se nelle fabbriche, nei trasporti e nelle officine vengono aumentate le assunzioni.

Al termine della guerra, seguendo le richieste della classe contadina per la ripartizione equa delle terre la CGdL torna ad avere un ruolo determinante nel nostro Paese fino al ventennio fascista durante il quale vengono sciolti i sindacati e le libere associazioni per creare un’unica Confederazione Nazionale delle Corporazioni Sindacali (1922) che stipula un patto con la Confindustria per ridurre i conflitti sociali.

E’ nel 1944, con il Patto di Roma, che viene ricostituito il sindacalismo libero con la CGIL fino al 1948, anno in cui l’attentato a Togliatti determinata la scissione fra CISL e UIL, ovvero tra area cattolica ed area laica-riformista.

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