Potete conoscerci meglio attraverso la descrizione delle nostre attività.
Nell’area trovate l’elenco delle nostre attività suddivise per tipologia relative all’arco di tempo 2001 –2011.
Cliccando sui titoli di ciascuna attività potete avere accesso ad informazioni più dettagliate.
Quadro Concettuale Di Riferimento
Indice
7. Contrattare
Lo sviluppo delle conoscenze va assunto, negoziato, rivendicato, riconosciuto come un diritto per tutti i lavoratori in un sistema di garanzie globali per la persona.
La competenza, quale risorsa imprescindibile della persona, strumento necessario per l’esercizio dei propri diritti di cittadinanza, quale condizione necessaria per una maggiore occupabilità non può essere affidata alla logica di libero mercato. Essa è l’esito di processi che si realizzano ove sussistano idonei dispositivi di tutela economica minima della persona, nelle diverse fasi della sua vita, di promozione e sostegno allo sviluppo culturale della persona, di garanzia affinché le conclamate pari opportunità di accesso all’istruzione diventino reali opportunità di acquisizione del sapere.
Tutto ciò non è della fase attuale. La costruzione delle competenze non avviene, se avviene, nella prospettiva delineata. Non sembrano sussistere, perlomeno nel nostro Paese, forme di supporto ai processi di transizione al lavoro, opportunità diverse di qualificazione sociale e professionale, percorsi programmabili ai fini di un’occupazione, né si assiste a una crescita continua dell’occupabilità delle persone, grazie a rapporti professionali che favoriscano il potenziamento dei saperi e con essi maggiori condizioni di tutela.
La competenza può crescere solo se le attività professionali richieste sollecitano uno sviluppo ulteriore di saperi e abilità. Un ripensamento necessario, in questa prospettiva, è quello connesso con una riflessione seria sulla nozione di esperienza di lavoro come base per una messa a punto di ipotesi di riqualificazione del sistema formativo e delle persone. Tale tema, che è intimamente legato a quello dell’organizzazione del lavoro, si collega a quello più ampio relativo al rapporto e alla relazione, in materia, tra le parti sociali.
In sostanza, se la sfida competitiva, operante su tutti i mercati, non va giocata esclusivamente sulla riduzione dei costi, ma fondata sulla qualità dei prodotti e sulla connessa qualità “alta” della forza lavoro impiegata, quest’ultima assume un particolare rilievo. La globalizzazione determina delle imprevedibili convergenze di interessi. Per i singoli soggetti coinvolti, per le imprese, per le stesse economie nazionali, sarà premiante un sistema in cui le esperienze di lavoro, qualunque sia la loro forma contrattuale, siano tali da favorire una professionalizzazione necessaria alla qualità dei prodotti. La costruzione del sapere professionale, ritenuto importante come condizione per la crescita culturale dei lavoratori, parte dalla presa d’atto del rilievo della competenza professionale in relazione ai mutamenti nel mercato e nell’organizzazione del lavoro, nelle strategie d’impresa, nel ruolo delle risorse umane nei processi di innovazione. Il sapere risulta, nel contempo strumento e condizione di tutela del lavoratore stesso.
Nel complesso, il programma dell’Isf tende ad assumere i problemi indicati quali base di ricerca e di formazione, attraverso un metodo di lavoro che, legando l’analisi con l’azione, sostenga i processi decisionali e favorisca, in particolare, il reinsediamento del sindacato nei luoghi e nelle realtà del lavoro, qualunque configurazione esso assuma.
Sono avvenuti dei cambiamenti nella logica della contrattazione, che richiedono l’adattamento creativo (ovvero capace di innovazione) da parte dei sindacalisti e delle loro competenze. A livello macro la contrattazione nazionale deve sempre più fare i conti con vincoli esterni, come le direttive europee, lo stato di crisi o con interventi di natura legislativa, come quelli in materia di flessibilità, di mercato del lavoro e i con i vari tentativi di svilire tutte le norme di legge e di contratto collettivo. Da questi elementi deriva l’esigenza di una contrattazione più informata e capace di interlocuzione con una pluralità di tavoli e di attori.
Si pone, quindi, il problema di un arricchimento delle competenze contrattuali e delle tradizionali tecniche negoziali, in direzione della ricerca di equilibri efficaci tra massimizzazione dei benefici per i lavoratori e miglioramento dello stato di salute e delle performance aziendali (ma con linguaggio diverso lo stesso approccio si impone nell’impiego pubblico).