Potete conoscerci meglio attraverso la descrizione delle nostre attività.
Nell’area trovate l’elenco delle nostre attività suddivise per tipologia relative all’arco di tempo 2001 –2011.
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Quadro Concettuale Di Riferimento
Indice
2. Tra “mestiere” e passione
La competenza può essere definita come “contestuale, legata all’ambito d’azione e “strategia”, legata alle forme possibili di decisone e di intervento.
E’ il risultato di un percorso con cui le persone costruiscono la propria capacità di interpretare la realtà e di agire su di essa. Tale realtà può avere le dimensioni di una questione tecnica di varia difficoltà, di una tematica complessa da chiarire, di un problema astratto da decifrare, di una problematica data.
L’ipotesi da adottare appare, piuttosto, quella di affrontare la competenza come costituita da un sapere che lega l’attività del singolo a un processo più ampio di azione organizzativa. Va posta, per questo, un’attenzione specifica non solo alle fasi di operatività individuale ma anche a quelle dell’attività esplicata o richiesta dalla struttura organizzata. Tale procedura di analisi consente di tenere conto sia del sistema organizzato sia dei soggetti operanti in esso. La competenza sul lavoro si caratterizza per un complesso di azioni pianificate sulla base di obiettivi generali e progettate nelle realizzazioni particolari. La competenza può essere, quindi, definita come “contestuale”, legata all’ambito di azione, e “strategica”, legata alle forme possibili di decisione e di intervento.
Tale impostazione, se rompe i limiti di una sequenzialità rigida tra formazione di base e formazione professionale, suggerisce un’attenzione e una cautela nel definire qualunque competenza professionale che si rivela, anche quando le prestazioni appaiono povere, come estremamente complessa. Prefigura, inoltre, un approccio che lega tra loro più contributi disciplinari e valuta la relazione tra conoscenze scientifiche e acquisizioni dell’esperienza.
L’insieme delle questioni enunciate è parte costituita delle riflessioni necessarie alla qualificazione dei sindacalisti la cui competenza esige di essere compresa perché sia possibile implementarla grazie ad azioni formative.
Le competenze, sociali e professionali possedute da quadri e dirigenti sindacali sono connesse tanto ad acquisizioni scolastiche quanto a processi di apprendimento informale, in momenti e sedi diverse, e ad un sapere, teorico e pratico, conseguito con lo studio o conquistato sul campo. Al complesso di tali competenze è dovuta l’esplicitazione di risorse cognitive, di varia natura, che presiedono a processi di azione e di decisione e da cui dipende la qualità di una prestazione, che non è mai il risultato di una sola nozione o di un’unica disciplina.
Per tutto ciò, la competenza in genere e quella del sindacalista in particolare può essere descritta, rispetto all’ambito sociale, facendo riferimento a capacità espressive, a conoscenze generali, a disposizioni e abilità apprezzate in una situazione data ma il tutto non è sufficiente a chiarire in modo completo cosa di questo sapere potrà essere efficace in situazioni diverse da quelle in cui lo si è verificato. Pertanto, non è possibile dare conto di un dato lavoro se non si considerano le condizioni e il contesto in cui è possibile svolgerlo.
Una riflessione seria sulla competenza appare, quindi, impossibile se non si introducono categorie di analisi che siano lungi dalla pretesa di definire dei compiti facendo corrispondere meccanicamente ad essi delle conoscenze necessarie. La competenza, sociale e professionale, si caratterizza per il carattere non prescrittivo di compiti corrispondenti, oltre che per la presenza nel suo svolgersi di fattori sociali e psicologici spesso tali da condizionare, nel loro agire congiunto, le forme di esercizio di una data attività. E l’esame della competenza, di qualunque tipo e a chiunque riferita, va “situato”, va inserito in un contesto, tenendo conto del maggior numero di variabili che lo definiscono, e non affrontato isolando il problema presumendo, in tal modo, di poterlo trattare con maggiore efficacia.
La formazione po’ mostrare concretamente la sua efficacia se collegata alle politiche dei quadri dell’organizzazione, ai percorsi di carriera dei singoli, all’inserimento di nuove leve contribuendo ad approfondire la comprensione di una competenza, quella appunto del sindacalista, dalle mille sfaccettature. Le note che seguono danno conto dei principi in base ai quali questi temi sono stati assunti dall’Isf nella definizione di un piano di lavoro, fondato sull’analisi dei problemi connessi con l’affermazione dei diritti, l’estensione della cittadinanza, il rafforzamento della rappresentanza e della tutela dei lavoratori.